Salta al contenuto principale
Academically Reviewed

Basato sulla ricerca di Mark Damian Griffiths presso la Nottingham Trent University.

Test sulla dipendenza da selfie (SBS)

Quanto è forte il tuo impulso a scattare e condividere selfie?

Nel 2018, Janarthanan Balakrishnan della Thiagarajar School of Management e Mark D. Griffiths della Nottingham Trent University hanno pubblicato la Selfitis Behavior Scale. Il loro lavoro ha esaminato la psicologia alla base dello scatto di selfie, esplorando perché le persone catturano e condividono foto di sé in contesti sociali diversi.

Che tu scatti foto occasionalmente o pubblichi durante tutto il giorno, questo test misura il tuo punteggio complessivo di selfite insieme a sei motivazioni fondamentali. Che cosa guida le tue abitudini con i selfie? Per fare il test, inserisci i tuoi dati qui sotto.

Domanda 1 di 20

Divento un membro forte del mio gruppo dei pari grazie ai selfie che pubblico.

Non sono d'accordo
Sono d'accordo

INDIETRO CONTINUARE

Il concetto di selfite è nato come satira di internet nel 2014, quando un articolo bufala sosteneva che l'American Psychiatric Association avesse classificato lo scatto ossessivo di selfie come un vero disturbo mentale, con stadi borderline, acuto e cronico. Sebbene la storia fosse del tutto inventata, i ricercatori Janarthanan Balakrishnan e Mark D. Griffiths si resero conto che il comportamento sottostante meritava un'indagine empirica. Per esplorare se l'impulso a scattare e pubblicare autoritratti riflettesse schemi psicologici misurabili, raccolsero informazioni da focus group con 225 studenti universitari e svilupparono la Selfitis Behavior Scale (SBS), che fu poi validata su 400 partecipanti.

Anziché trattare lo scatto di selfie come un'unica abitudine, la SBS misura sei motivazioni distinte che spiegano perché le persone ricorrono alla fotocamera. Le prime tre riguardano motivazioni esterne e relazionali. Creare ricordi riflette il potenziamento ambientale, in cui scattare selfie aiuta le persone a godersi l'ambiente circostante, a esprimersi e a creare trofei personali duraturi di un'esperienza. La competizione sociale implica l'uso dei selfie per impegnarsi in una rivalità amichevole con i coetanei, aumentare la propria posizione sociale e raccogliere reazioni come «mi piace» e commenti. La ricerca di attenzione cattura l'aspettativa di essere valutati dai pari, dove pubblicare autoritratti serve come via per ottenere visibilità e sentirsi popolari.

Le altre tre motivazioni esplorano stati emotivi interni e il senso di appartenenza al gruppo. Il miglioramento dell'umore cattura quello che i ricercatori chiamano modificazione dell'umore: l'esperienza soggettiva di scattare selfie per alleviare lo stress, rallegrarsi e sentirsi immediatamente più felici. La fiducia in se stessi riflette il modo in cui scattare o rivedere privatamente le proprie foto può favorire l'ammirazione di sé e migliorare la percezione positiva del proprio aspetto e del proprio valore personale. Infine, l'integrazione nel gruppo riguarda il conformismo soggettivo, riflettendo la pressione implicita a seguire le norme del gruppo, ottenere l'accettazione dei pari ed evitare di sentirsi distaccati o esclusi quando gli altri condividono attivamente selfie.

Nelle loro conclusioni pubblicate, Balakrishnan e Griffiths hanno osservato che motivazioni diverse caratterizzano livelli diversi di coinvolgimento con i selfie. I partecipanti classificati con selfite cronica mostravano punteggi particolarmente alti nella competizione sociale e nella ricerca di attenzione, il che suggerisce che chi ha un impulso intenso a pubblicare usa spesso tattiche creative per soddisfare bisogni sociali competitivi. Nel frattempo, l'integrazione nel gruppo differiva più di tutte le altre sei motivazioni tra i tre livelli e raggiungeva il picco nel gruppo intermedio, quello acuto, il che suggerisce che l'accettazione dei pari conta soprattutto per chi pubblica i propri selfie ma non ne ha ancora fatto un'abitudine costante.

La media con cui viene confrontato il tuo risultato è un punto di riferimento approssimativo tratto dal campione originale della ricerca di 400 studenti universitari indiani, che scattavano tutti regolarmente selfie. Questi valori non sono graduatorie percentile standardizzate né norme validate per la popolazione globale. Poiché il campione di origine era composto interamente da giovani scattatori di selfie attivi, i tuoi punteggi vanno considerati un'istantanea esplorativa rispetto a quel gruppo specifico, non una misura assoluta della tua posizione rispetto al pubblico.

Infine, questa valutazione è fornita esclusivamente a scopo educativo e di intrattenimento. Non è una valutazione clinica né uno strumento diagnostico; del resto, gli autori stessi hanno notato che la SBS non valuta specificamente la dipendenza da selfie come disturbo psicologico riconosciuto, e la selfite non è riconosciuta dai manuali diagnostici. Questo test si basa sulla Selfitis Behavior Scale (SBS) ma non è affiliato a Balakrishnan, Griffiths o alle loro rispettive istituzioni accademiche. Se mai sentissi che le tue abitudini digitali o le tue routine sui social media ti causano sofferenza, valuta la possibilità di parlarne con un professionista qualificato della salute mentale.

Riferimenti

  • Balakrishnan, J. & Griffiths, M. D. (2018). Uno studio esplorativo sulla «Selfite» e sullo sviluppo della Scala del comportamento di selfite. Rivista internazionale di salute mentale e dipendenze, 16(3), 722-736.

Domande frequenti

Che cosa misura il Test sulla dipendenza da selfie nei rispondenti?

Il test misura un punteggio complessivo di selfite insieme a sei motivazioni distinte, tra cui la ricerca di attenzione, la competizione sociale e la creazione di ricordi.

Che cosa riporta il Test sulla dipendenza da selfie nei suoi risultati?

I risultati delineano le abitudini di selfie di una persona e spiegano i punteggi su sei motivazioni come il miglioramento dell'umore e l'integrazione nel gruppo.

Chi ha creato la ricerca alla base del Test sulla dipendenza da selfie?

Il test si basa sulla Selfitis Behavior Scale di Janarthanan Balakrishnan (Thiagarajar School of Management, India) e Mark D. Griffiths (Nottingham Trent University), sviluppata con studenti universitari indiani.

Il Test sulla dipendenza da selfie può fornire una diagnosi psichiatrica ufficiale?

Questo questionario di autovalutazione serve come strumento di riflessione educativa anziché come diagnosi clinica o valutazione medica della selfite.

Come si dovrebbe rispondere alle venti domande sulla dipendenza da selfie?

I rispondenti dovrebbero rispondere a ciascuna delle venti domande in modo onesto, in base alle proprie effettive abitudini di selfie e alle proprie motivazioni personali.

Test sulla dipendenza da selfie (SBS)

Perché utilizzare questo test?

1. Gratuito e immediato. Completa la valutazione di 20 domande online gratuitamente e senza registrazione, e visualizza subito i tuoi risultati completi.

2. Basato sulla ricerca. Costruito sulla Selfitis Behavior Scale pubblicata, sviluppata da Janarthanan Balakrishnan e Mark D. Griffiths per esplorare le motivazioni psicologiche dietro lo scatto di selfie.

3. Che cosa significano i tuoi punteggi. Ricevi un'analisi dettagliata su sei motivazioni distinte, dal miglioramento dell'umore alla competizione sociale, con interpretazioni chiare che puoi usare per riflettere sulle tue abitudini.